lunedì 25 marzo 2013

Breaking Bad



La pluripremiata serie americana che ha appassionato mezzo mondo sta per arrivare a conclusione.
Una conclusione agognata che certamente non lascerà spazio a equivoci, ma che deruberà il palinsesto di una delle migliori storie drammatiche narrate in questi ultimi anni di televisione.

La prima metà della sua quinta ed ultima stagione, attualmente in onda sul canale AXN dal 15gennaio, promette di sconvolgere ulteriormente i personaggi e lasciarci attendere impazientemente per i finali 8 episodi previsti per quest'estate. 

Come promesso dal creatore Vince Gilligan, il timido professore di chimica della prima stagione si è ormai trasformato da tempo nello spietato criminale che si rifiutava di essere. Lasciando al pubblico il piacere di iniziare ad odiarlo e portandoci a riflettere su tematiche morali e importanti.
Prima fra tutti, la domanda portante della serie: "Era la cosa giusta da fare? Era l'unica possibilità?".
Ai posteri l'ardua sentenza.

Walter White si è trasformato da protagonista ad antagonista senza battere ciglia. Forzato dagli eventi ad entrare nella criminalità organizzata, diventando prima un produttore di metanfetamina poi un pluriassassino, risulta più calcolatore e freddo del cattivo di turno.
Nonostante ciò, grazie alla magistrale scrittura e all'interpretazione che ne da l'attore Bryan Cranston, non si perde mai  l'interesse del pubblico nelle motivazioni, immorali o meno, delle sue difficili scelte di vita, senza farsi mancare un'empatia altalenate da parte del pubblico. 
Un personaggio estremamente complesso con una predilezione naturale al decadimento morale a cascata, il quale, nel corso della serie, ha coinvolto tutti gli altri personaggi della serie in questo tentativo di autodistruzione; primo tra tutti Jesse Pinkman, dapprima spacciatore e successivamente socio in affari, interpretato in modo superlativo dall'attore Aaron Paul.


L'eccellenza della trama narrata risiede nel fatto che ambientazione e dialoghi sono sempre reali. Talmente veritieri da risultare molte volte troppo duri e fino a scaturire in una sana comicità nera.
Niente è sopra le righe pur essendolo per definizione. La violenza di Breaking Bad è cruda ma non esasperata. 
Dato quello che si è visto fin'ora ci promette solo un finale con il botto, lasciandoci cuocere a fuoco lento in attesa della messa in onda finale.
Tutto ciò che doveva succedere da tempo è successo e quello che non era chiaro sta tornando lentamente a galla, senza rinunciare alla possibilità di creare qualcosa di nuovo ed inequivocabilmente losco.
Intanto continua a non perdere ascoltatori nè acquistare nominations, come migliore serie drammatica o migliore attore protagonista e non protagonista in una serie drammatica.

Sicuramente una serie da non perdere ma da prendere con cautela perchè "very addictive".

Ps. Essì, questa volta la recensione è super-seria! xP